Milan francese: De Giroud e Maingan e gli altri giocatori

A San Siro, il centravanti ha scardinato la partita: vittoria del Diavolo sulla Roma

Il Milan alla francese. Con l’avvento di Elliott, le mire di mercato si sono spostate Oltrape in modo evidente e la vittoria con la Roma ne porta una traccia profonda ed anche evidente. Se oltre al calcio ti piace la buona cucina, qui puoi trovare i piatti tipici della cucina salentina. 

Tra i giocatori francesci c’è anche Pierre Kalulu

Fra i giocatori nati in Francia, con doppio passaporto, o prelevati da squadre francesi, siamo a 9 uomini su 29. Non pochi. Il tre a uno che porta il Milan, almeno provvisoriamente, fino ad un solo gradino dall’Inter capolista, è anche sotto il segno del tricolore con dentro il bleau. La prima citazione spetta a Pierre Kalulu, cui aveva il compito più difficile: ventun anni, nato da genitori congolesi a Lione, vanta già un discreto numero di presenze in rossonero, ma comunque una riservista al cospetto di avversari di talento come Abraham e Zaniolo. Pierre si è ritrovato titolare a poche ore dal match, quando sono mancati all’appello Tomori e Romagnoli. E con Kajer fuori uso tutta la stagione, si è quindi ritrovato con Gabbia. Quarantatrè anni in due, con Pierre in un ruolo caldissimo e delicatissimo. Dove a volte commette peccati per via della poca esperienza, anche perché il meglio lo dà in fascia. Sta volta è andato tutto bene. Un unica incertezza che ha spedito verso la porta Zaniolo.

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“Magic” Mike ha salvato il Milan

L’altro francese, sia di nascita che di provenienza, eroe di giornata è “Magic” Mike, così chiamato dagli amici veri, ieri pomeriggio sembrava l’uomo ragno in volo tra i palazzi. Ha salvato il Milan con parate decisive almeno tre volte. Della prima di Zaniolo abbiamo già parlato. Ma c’è anche il riflesso che ha evitato un colpo di testa di Abraham e un bolide di Mkhitaryan. Sintetizzato tutto: era la prestazione che Pioli auspicava per dare sicurezza a quella coppia di centrali. E a sinistra c’è ovviamente Hernandez, che della Francia è un orgoglioso rappresentante in nazionale, dove dopo una fase di scetticismo è riuscito a convincere anche Deschamps. Theo questa partita se la segnerà nel libro dei ricordi più belli, perché l’ha vissuta con la fascia da capitano al braccio. La prima volta da rossonero.

L’entusiasmo di Olivier

La chiusura è tutta per Monsieur Olivier. È lui che ha iniziato a scardinare il portone giallorosso. Prima attraverso un rigore magistrale, poi con l’azione che ha portato il raddoppio di Messias. Ha lanciato baci a San Siro, coinvolgendo tutta la gente rossonera nella sua esultanza. Ha dimostrato di essersi legato molto a questo ambiente. Lui la nazionale l’ha persa qualche tempo fa, a 35 anni compiuti non è il massimo delle preoccupazioni, ma è comunque un suo obbiettivo. Questo è stato il suo quinto gol stagionale. Tutti in campionato e tutti a San Siro. Forse è proprio per quello il motivo della sua esultanza.

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