Quali sono i piatti tipici della cucina salentina?

Perché tutti amano il Salento

Le ricchezze del Salento, come sa bene chiunque ha trascorso almeno un periodo di vacanza in questa terra, sono legate principalmente al mare cristallino che bagna la sua costa, all’arte ed alla tradizione storica e culturale, ed anche alla cucina schietta e saporita che allieta i palati dei visitatori.

Prenotare una casa vacanza Salento sul mare è il modo migliore per godersi appieno le proprie ferie in questa terra. Soprattutto nel periodo clou delle vacanze estive, infatti, a causa dell’approdo di tantissimi turisti, corriamo il rischio di trascorrere le nostre mattinate in macchina per raggiungere il mare.

Parte integrante di una vacanza in Salento è la degustazione dei suoi piatti tipici. In questo articolo menzioneremo i principali, quelli che proprio non potremo farci mancare.

La pitta di patate

Se ci piacciono gli sfornati di patate, allora non rimarremo delusi da questa pietanza ricca di gusto, a base, appunto di patate. Due strati di patate schiacciate riempite principalmente con tonno, cipolle e capperi. La particolarità di questo piatto sta nel fatto che gli strati di patate sono piuttosto sottili. Su quello superiore viene aggiunto del formaggio grattugiato, che una volta messo in forno contribuirà a formare uno strato croccante. Una vera bontà!

Il polpo alla pignata

Protagonista anche di diverse sagre di paese, questo piatto prende il suo nome dai suoi due principali protagonisti: il polipo e la pignata, che altro non è che un recipiente di terracotta molto utilizzato in questa zona.

La regola fondamentale per cucinare il polipo è che deve cucinare nella sua stessa acqua. Gli altri ingredienti principali sono il sugo di pomodoro e le patate. A questi si possono aggiungere dei chicchi di pepe e delle foglie di alloro per insaporire ulteriormente. Dopo una lunga e paziente cottura, avremo come risultato della carne di polipo molto tenera e che avrà assorbito il gusto degli altri ingredienti.

Ciceri e tria

Un piatto povero che è entrato di diritto nella tradizione culinaria del Salento. La Tria è il nome di un particolare tipo di pasta fresca sottile, dalla forma irregolare e non troppo lunga, accompagnata da ceci ed eventualmente da altri legumi. Si tratta di un piatto molto antico, menzionato addirittura da Orazio intorno all’anno mille. Una particolarità è dovuta al fatto che parte della pasta è fritta. Cucinata a dovere, propone una composizione saporita e cremosa.

Le paparelle

La pianta del papavero non è solamente bella da vedere, soprattutto quando sfoggia i suoi delicati fiori rossi, ma anche buona da mangiare. Le paparelle sono proprio questo, le piante di papavero prima che il fiore sbocci, preparate soffritte nell’olio, e sono considerate una vera e propria prelibatezza.

Lu quataru

Terminiamo con un preparato di mare tra i più conosciuti. Si crede che in origine le zuppe di pesce venissero preparate dai pescatori che utilizzavano il pesce morso, addentato cioè da altri pesci e considerato invendibile. Il cosiddetto quataru è un recipiente in terracotta che dà il nome alla zuppa di pesce che viene cucinata al suo interno.

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