Nel mondo delle scommesse sportive in Italia, due modelli di attività si distinguono per diffusione e caratteristiche: il PVR (Punto Vendita Ricariche) e il centro scommesse tradizionale. A prima vista possono sembrare simili, ma in realtà si differenziano per struttura, regolamentazione, modalità operative e prospettive economiche. Comprendere queste differenze è fondamentale per chi intende avviare un’attività nel settore o desidera conoscere meglio come funziona il gioco autorizzato in Italia.
Il PVR: un punto d’appoggio per il gioco online
Il PVR è un punto fisico dove gli utenti possono ricaricare il proprio conto gioco online, associato a un bookmaker. Non vengono accettate scommesse in contanti: il cliente gestisce in autonomia le giocate sul proprio conto digitale, mentre il titolare del PVR fornisce assistenza e strumenti operativi. Si tratta quindi di una forma di intermediazione tra l’utente e la piattaforma di scommesse, che consente al gestore di ottenere un guadagno tramite commissioni sulle ricariche effettuate.
Uno dei principali vantaggi di questo modello è la sua flessibilità. Il PVR può essere integrato in un’attività già esistente, come un bar, una tabaccheria o una sala giochi, riducendo l’impegno economico iniziale e sfruttando una clientela già fidelizzata. Inoltre, la gestione è più semplice rispetto a quella di un’agenzia di scommesse, poiché non è necessario occuparsi della raccolta fisica delle giocate o del pagamento delle vincite.
Nonostante la struttura semplificata, il titolare di un PVR deve rispettare diverse norme, tra cui quelle relative all’identificazione dei clienti, all’antiriciclaggio e alla tutela della privacy. L’attività deve inoltre essere convenzionata con un provider o concessionario, nazionale o estero, e operare in conformità con le direttive dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
Il centro scommesse: un’attività autorizzata con raccolta diretta
Il centro scommesse, invece, è un’attività dedicata alla raccolta fisica delle giocate. In questo caso, il cliente entra, sceglie l’evento su cui scommettere, paga in contanti e riceve un ticket cartaceo. Tutto il processo avviene sotto la responsabilità diretta del gestore, che opera in forza di una concessione statale ADM o di un’affiliazione ufficiale a una rete di concessionari autorizzati.
Aprire un centro scommesse richiede una serie di autorizzazioni specifiche, un locale dedicato e il rispetto di requisiti urbanistici e di sicurezza ben precisi, inclusi quelli legati alla distanza da luoghi sensibili come scuole e centri giovanili. I costi iniziali sono più alti rispetto a un PVR, poiché occorrono spese per l’allestimento, il personale e le attrezzature. Tuttavia, la gestione diretta delle giocate garantisce margini di guadagno più elevati, proporzionali al volume di gioco. Tutte le info sull’apertura sono su https://aprirecentroscommesse.com/.
Il centro scommesse consente inoltre un maggiore controllo sull’attività e un rapporto diretto con la clientela. L’imprenditore che sceglie questa strada deve però essere pronto a un impegno più significativo in termini di responsabilità e burocrazia, oltre a una formazione specifica sulle normative ADM.
Due approcci diversi allo stesso settore
La differenza tra un PVR e un centro scommesse risiede principalmente nel tipo di servizio offerto e nella complessità gestionale. Il PVR è una soluzione snella e accessibile, ideale per chi vuole entrare nel settore con un investimento contenuto e un rischio limitato. È una formula adatta a chi gestisce già un’attività commerciale e desidera integrare un servizio aggiuntivo per fidelizzare la clientela.
Il centro scommesse, invece, rappresenta una scelta più strutturata e professionale, pensata per chi intende dedicarsi interamente alla raccolta di scommesse e costruire un punto di riferimento per gli appassionati. L’investimento iniziale è più consistente, ma i margini possono essere superiori se il punto vendita raggiunge un buon volume di gioco.
Anche il modello di guadagno è differente. Nel PVR, l’utile deriva principalmente dalle commissioni sulle ricariche, che oscillano in genere tra il 2% e il 5% del valore delle operazioni. Nel centro scommesse, invece, il profitto proviene da una percentuale sulle giocate, che può variare dal 5% all’8%, ma è accompagnato da costi di gestione e rischi operativi più elevati.
Quale modello scegliere?
La scelta tra PVR e centro scommesse dipende dagli obiettivi imprenditoriali, dal capitale disponibile e dalla strategia a lungo termine. Chi desidera testare il mercato o avviare un’attività secondaria può trovare nel PVR un’opportunità di ingresso rapida e sostenibile. Chi invece mira a costruire un’impresa specializzata nel settore del betting, con un marchio e un locale dedicato, troverà nel centro scommesse la soluzione più adatta.
In entrambi i casi, la conformità alle regole ADM e l’adozione di pratiche di gioco responsabile sono condizioni imprescindibili. La sostenibilità di un’attività di scommesse non si misura solo in termini economici, ma anche nella capacità di operare in modo trasparente e rispettoso verso i clienti e le istituzioni.