L’inflazione colpisce cibo e cura

La Nielsen Growth Reporter ha il compito di monitorare l’andamento dei mercati dei beni di largo consumo su 21 Paesi europei e ci fornisce i dati del 2017.

Aumentano i prezzi?

Aumentano i prezzi a causa dell’inflazione, ma non solo: i consumatori scelgono prodotti più costosi. Il Retailer Director di Nielsen per l’Italia, Romolo de Camillis, in un comunicato dichiara che: “In generale, l’upgrade del carrello della spesa dipende da acquisti di alimenti freschi, prodotti naturali, prodotti premium. I consumatori sempre più spesso compiono scelte salutistiche e identitarie, e la qualità della spesa diventa sinonimo di benessere.
Comunque sia, questo è un buon segno perché, oltre a pagare prezzi più altri, i consumatori europei hanno anche incrementato gli acquisti portando un aumento del + 2,8% su beni di largo consumo. Questo però a livello europeo, perché in Italia l’incremento totale ha raggiunto il + 3,1%. La percentuale più alta l’ha raggiunta la Turchia con il + 14,9% mentre il livello più basso spetta alla Belgio con il + 0,4%. Tra questi dobbiamo annoverare anche i paesi con valore negativo fra cui troviamo la Svizzera che staziona al – 0,6%.

Il dato molto interessante è che l’Italia, su 21 Paesi, si posiziona al nono posto, dopo la Spagna ma, attenzione, prima di Germania, Regno Unito e Francia. Questo, in teoria, potrebbe essere il segnale per due situazioni opposte.

La prima potrebbe indicare che l’Italia e gli italiani stiano reagendo alla crisi aumentando i consumi e quindi le produzioni: questo dimostrerebbe sicuramente una gran voglia di cambiamenti da parte della popolazione e fiducia nelle istituzioni. La seconda situazione, invece, potrebbe non essere così positiva come la precedente e indicare una leggerezza, da parte del consumatore, nella valutazione della situazione reale.

Indipendentemente da quello che può rivelare questo studio, è indispensabile pensare che senza consumi non c’è produzione, senza produzione non c’è lavoro e senza lavoro non c’è consumo: insomma, è un cane che si morde la coda.

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